Google verso il lancio di un sistema di ad blocking legato al suo browser Chrome

21 aprile 2017

Il commento di Massimo Pattano, marketing manager di 4w a DailyNet

Se fosse vera, sarebbe una mossa da analizzare con molta attenzione, in primis dal punto di vista sociologico. In un mondo dove la tecnologia agevola l’accesso a sistemi complessi e tende al miglioramento della vita delle persone, talvolta si evidenziano pericolosi fenomeni che minano il libero arbitrio. In questo caso la tecnologia andrebbe a sostituirsi alle libere scelte dell’utente decidendo quale sia per lui l’adv accettabile e quale no, tra l’altro sulla base
di analisi fatte da membri di una coalizione che non hanno l’obiettivo di fare opere di bene ma di guadagnare denaro. Ancora una volta il lupo si maschera da agnello per poi guidare il gregge verso un destino oscuro. Potrebbero  suonare queste come parole di una profezia esagerata, ma a volte il digitale mostra una certa sinistra distanza dal mondo reale che merita delle riflessioni serie. Pensate se un giorno qualcuno decidesse di non darvi più accesso a determinate cose, ve le proibisse solo perché a suo insindacabile giudizio sono dannose. Dovremmo dire tutti addio al fritto? Certo, è un’esagerazione, ma in una grande parte del nostro pianeta, ancora in questa epoca, le limitazioni alle libertà di accesso digitale (e non solo) continuano ad essere una realtà. Dal punto di vista dell’ecosistema della pubblicità digitale, se fosse confermata, questa mossa agevolerebbe i soliti noti (si stima che Google abbia in Italia già più del 50% dei ricavi del settore). Gli editori si troverebbero sempre più costretti ad affidarsi esclusivamente a quel gruppo evitando di inserire qualsiasi formato inviso al browser, gli investitori dovrebbero adeguarsi alla standardizzazione dei formati perdendo in creatività e possibilità di ingaggio nei confronti degli utenti. Insomma, potrebbe essere un primo passo verso la perdita di competitività dell’intero settore del digital adv. Un futuro che sembra uscito dalla penna di Philip K. Dick ma sarà così lontano dalla realtà?