CONTENT STRATEGY: CREARE VALORE PER EDITORI E BRAND NEL RISPETTO DEGLI UTENTI

6 aprile 2017

Intervista di Engage a Roberto Barberis

Con gli occhi puntati sullo sviluppo di soluzioni che tutelino sempre la fruizione web dei contenuti, l’ad-network prepara importanti novità per il 2017, tra cui il rilascio della sua soluzione di Native Programmatic.

Puntare all’attenzione degli utenti e coinvolgerli, significa per i brand mettersi in gioco, raccontarsi. I messaggi assumono una grande importanza, e ciò implica l’ideazione di un vero e proprio piano editoriale. Ma manca ancora qualcosa. Come diffonderli? Il native sembra la risposta più accreditata, sostenuta da un’offerta ampia che punta a qualificare i contenuti, sia editoriali sia di brand, tutelando la fruizione degli utenti. Un aspetto quest’ultimo che è particolarmente caro a 4W MarketPlace, come conferma il suo Ceo Roberto Barberis, e sulla scorta del quale l’ad-network sta studiando i prossimi lanci. Il primo offrirà ai clienti la possibilità di pianificare Native in Programmatic.

Roberto, in un contesto pubblicitario sempre più affollato, gli annunci nativi sembrano “battere” i classici formati. Cosa li rende efficaci?

A nostro modo di vedere, le diverse formule di comunicazione pubblicitaria online dovrebbero coesistere in modo da garantire il supporto economico necessario all’editore per poter creare contenuti di qualità. Il problema è casomai il livello dei rendimenti che si assottigliato tanto da rendere vitale questo sovraffollamento. Il Native rappresenta sicuramente la forma più “rispettosa” del lettore: risiede all’interno dei contenuti in modo riconoscibile e dagli stessi contenuti eredita il rapporto con l’utente. Questo fondamentalmente è ciò che rende gli annunci native efficaci perché riescono ad aggiungere valore all’esperienza di navigazione dell’utente, facilitando al contempo la creazione di una relazione diretta con il brand.

Quali strumenti mettete a disposizione del mercato per valorizzare i contenuti?

Lo strumento principale è sicuramente il network, vasto e qualificato, sul quale organizzare e propagare i contenuti pubblicitari. Altrettanto importante è la tecnologia, efficiente e trasparente, sia per la domanda che per l’offerta: l’editore ha a disposizione un pannello per controllare le sue performance e l’investitore un pannello di self-provisioning per la gestione autonoma delle proprie campagne. La maggior parte degli investitori preferisce lavorare con un nostro account che, in stretta collaborazione, lo segue in tutte le fasi della campagna applicando le migliori ottimizzazioni per il raggiungimento dello specifico obiettivo e gli restituisce lo stesso livello di informazione.

Avete lanciato il Player Video 4w, dove sono confluiti tutti i formati, inclusi quelli nativi. Quali potenzialità offre la combinazione “video – native”?

Sul player trasporteremo tutti i nostri prodotti video, compresa l’evoluzione di quello che abbiamo appena lanciato e che si chiama 4wIN (formato che si apre all’interno dell’articolo) e quelli che andremo a rilasciare nei prossimi mesi: tutti risponderanno ai principi LEAN, saranno quindi a misura di utente, integrati perfettamente nel sito che li ospita e con funzionalità proprie del native advertising.

Al momento siete al lavoro su qualche novità importante?

Stiamo lavorando in maniera importante su diversi fronti. Per esempio la riunione di tutte le nostre componenti tecnologiche che ci porterà a fine anno ad avere un unico framework sul quale gestire i diversi prodotti. Potremo in questo modo combinare illimitate possibilità di ottimizzazione lavorando sui formati, sulle modalità di vendita e sui device. Una delle imminenti novità renderà il Native disponibile in programmatico. Questo rilascio ci permetterà di ampliare ulteriormente il bacino clienti con un’offerta a coloro che si stanno rivolgendo al native in questa modalità.